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Fino a poco tempo fa, infatti, le aree pianeggianti del retroduna venivano coltivate. Attualmente sono per la maggior parte incolte e in alcune zone si sta assistendo all'evoluzione della vegetazione ruderale con un arricchimento in specie tipiche della macchia. In passato, la foce; del fiume doveva avere un aspetto diverso: l'insabbiamento iniziò a partire dal XII secolo, probabilmente a causa sia di cambiamenti climatici, che hanno determinato un diverso regime delle precipitazioni, sia a causa di fattori antropici, quale un eccessivo disboscamento e successivo uso del suolo per fini colturali causa di una maggiore erosione dei versanti lungo tutto il fiume e quindi un maggior apporto di sedimenti alla foce soprattutto durante le piene.

La Flora

In seguito all'evoluzione del paesaggio geomorfologico dell'area della foce, successivamente al medioevo si sono venuti a formare lungo la costa dei cordoni dunali su cui si è insediata la tipica vegetazione. Tali sistemi di dune caratterizzavano le coste basse sabbiose della Sicilia Sud-orientale in tempi anche relativamente recenti, prima che l'Uomo intervenisse pesantemente ad alterarnel'aspetto. Dalla battigia fino all'inizio delle prime dune sono presenti piante, quali la Salsola kali, la Calcatreppola marittima (Eryngium maritimum), definite pioniere per la loro capacità di colonizzare ambienti estremi come le spiagge sabbiose. Sulle dune alte è possibile trovare il Ravastrello comune (Cakile maritima) e il Giglio di mare (Pancratium maritimum). Le dune consolidate sono caratterizzate dalla presenza di associazioni vegetali evolute culminanti nella presenza di notevoli e molto vecchi esemplari di Ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus macrocarpa) in conformazione bassa o prostrata, spesso frammisto a esemplari di Efedra fragile (Ephedra fragilis). In posizione leggermente più arretrata si trovano esemplari di Lentisco (Pistacia lentiscus) anche di notevoli dimensioni, di Spina santa insulare (Lycium intricatun) ecc. Tali arbusti e piccoli alberi sono tipici delle zone sabbiose e concorrono alla stabilizzazione delle dune. Insieme ad esse troviamo altre piante tipiche della macchia foresta come il Thè siciliano (Prasium majus), l'Asparago (Asparagus aphillus Asparagus acutifolius), la Brionia (Bryonia sicula), I 'Artemisia (Artemisia arborescens), la Tamerice (Tamarix gallica). Nei retroduna è possibile trovare il Fiordaliso delle spiagge (Centaurea sphaerocephala) e l'Ononide (Ononis natrix ramosissima). Avvicinandosi al fiume e intorno alla foce di esso, la vegetazione cambia assumendo le caratteristiche tipiche delle aree paludose con la Cannuccia di palude (Phragmites australis), il Giunco pungente (Juncus acutus), la Tifa (Typha angustifolia). Lungo il fiume è presente la vegetazione riparia con alberi di Salice e Pioppo. Dove la costa si innalza formando piccole falesie si rinvengono numerosi esemplari di Palma nana (Chamaerops humilis) e Timo arbustivo (Thymus capitatus). Spesso è facile trovare specie esotiche ed infestanti come il Tabacco bianco (Nicotiana glauca) o la Canna (Arundo donax).

La Fauna

Per quanto riguarda la fauna, sono gli uccelli ad attirare maggiormente l'attenzione dei visitatori della riserva, in particolare quelle specie migratorie provenienti dalla vicina Africa, che utilizzano quest'area per riposarsi e rifocillarsi dopo aver attraversato il mar Mediterraneo. Tra le specie di uccelli segnalate: il Martin pescatore (Alcedo atthis), l'Airone cinerino (Ardea cinerea), il Cormorano (Phalocrocorax carbo), la Garzetta (Egretta garzetta), la Nitticora (Nycticorax nycticorax), la Marzaiola (Anas querquedula), il Tarabusino (Ixobrychus minutus), la Gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), la Folaga (Fulica atra), il Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), l'Occhiocotto (Sylvia melanocephala), lo Zigolo nero (Emberiza cirlus), l'Upupa (Upupa epops), il Gruccione (Merops apiaster), la Ballerina gialla (Motacilla cinerea), la Ballerina bianca (Motacilla alba), la Poiana (Buteo buteo), il Falco di palude (Circus aeruginosus). Sono presenti anche interessanti rappresentanti dei rettili, quale il Colubro leopardiano (Elaphe situla), il Ramarro (Lacerta viridis) caratterizzato dalla smagliante colorazione. Tra gli anfibi sono segnalate la Rana verde (Rana esculenta) ed il Rospo (Buio bufo). Per i mammiferi è presente la Volpe (Vulpes vulpes), il Coniglio (Oryctolagus cuniculus), la Donnola (Mustela nivalis). Numerosi sono anche i rappresentanti degli invertebrati, tra cui il Granchio di fiume, varie specie di Isopodi terrestri, Coleotteri, Lepidotteri.

Riserva Naturale Orientata Pino d'Aleppo

La pianura, posta tra i fiumi Ippari e Acate, era detta "Plaga Mesopotamim", terra tra due fiumi. Questo appellativo richiama alla mente pianure mediorientali di più ampie dimensioni dove sorsero e si svilupparono importanti civiltà del passato.  

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