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Enna
:: Itinerario Archeologico nella Provincia di Palermo

Palermo ha oltre 2500 anni di storia che ne fanno una delle più antiche città del mondo. Il suo sottosuolo conserva ancora oggi tracce di tutte le epoche storiche, sin dalla sua fondazione fenicia: resti di necropoli fenicie, mura e acquedotti arabi, case romane. Secondo Tucidide i primi a giungere nella zona di Palermo dal mare furono infatti i Fenici, che nell'VIII secolo a.C., in concomitanza e concorrenza con la colonizzazione greca, attratti dalla particolare configurazione geofisica del luogo, vi fondarono una città alla quale fu dato, secondo l'opinione ormai prevalente, il nome di Sys.

 








IL PARCO ARCHEOLOGICO DI SOLUNTO

Sul monte Catalfano, pochi chilometri ad est di Palermo, è situata l’antica città di Soluto: si tratta dell’insediamento costruito verso la metà del IV sec. a.C., dopo la distruzione del più antico emporio fenicio situato sulla costa, nella sottostante piana di S. Cristoforo, da parte di Dionisio di Siracusa. La città visse certamente fino al III sec. d.C. ma non si conoscono le cause del suo definitivo abbandono. L’urbanistica della città si basa su un impianto regolare di tipo greco, costituito da una trama viaria che si sviluppa ai lati di una larga strada principale lastricata che attraversa l’intera città in senso NE-SO fino all’agorà e nella zona pubblica. Le strade secondarie, perpendicolari all’asse principale, delimitano isolati rettangolari che si dispongono sui terrazzamenti organizzati per superare i dislivelli naturali. La parte NE dell’agorà è delimitata da una grande cisterna pubblica di fronte alla quale si trova un complesso termale con pavimenti mosaicati. Dalla piazza si accede direttamente al teatro, che poteva contenere circa 1200 spettatori e il cui edificio scenico era decorato con cariatidi. Alcuni interessanti edifici a carattere sacro lasciano trasparire l’origine fenicio-punica della popolazione. La nuova esposizione dell’Antiquarium è suddivisa per temi ed organizzata in due distinti spazi: la prima area riguarda l’urbanistica della città ellenistico- romana situata sul Monte Catalano ed i suoi principali complessi monumentali, di cui vengono tra l’altro proposte alcune interessanti ricostruzioni; nella seconda ala trovano adeguata esposizione i reperti relativi all’insediamento arcaico ed alle necropoli della piana di S. Cristoforo nonché la cultura materiale e le produzioni artistiche relative all’insediamento di età ellenistica romana.

La città ellenistico-romana di Solunto rappresenta sin dagli anni ‘50 la zona archeologica forse più nota nella provincia di Palermo, e certamente la più antica tra le aree di proprietà demaniale direttamente gestite dalla Soprintendenza di Palermo. La ricerca scientifica in questa zona vanta infatti una tradizione plurisecolare, poiché l’avvio delle prime indagini archeologiche risale all’attività della Commissione per le Antichità e Belle Arti costituitasi in epoca borbonica, che intraprese scavi nel sito già dal 1825. Com’è noto, Solunto fu una delle tre colonie fenicie (con Mozia e Palermo) fondate nella Sicilia occidentale. Sorta sul promontorio di Sòlanto, e distrutta dal siracusano Dionisio I agli inizi del IV secolo a.C., la città punica fu ricostruita sulle pendici del vicino Monte Catalfano nel corso del IV sec. a.C. Alla metà del III secolo, in seguito alla prima guerra punica, passò definitivamente sotto il dominio romano. All’interno dell’area demaniale, che coincide con l’ambito della città ellenistico-romana, sorgono imponenti rovine che svelano l’assetto urbanistico dell’impianto organizzato secondo i criteri ippodamei.

Oltre alle sontuose abitazioni a peristilio, riccamente decorate da mosaici e pitture parietali per lo più di epoca romana, nell’area archeologica si ammirano i resti del teatro ellenistico, affiancato da un grande ginnasio dotato di palestra, e dell’agorà delimitata sul lato occidentale da una monumentale stoà a pareskenia. Oltre al nucleo ellenistico, tuttavia, negli ultimi anni numerose scoperte, originate da interventi finalizzati alla tutela, hanno portato alla luce diversi settori dell’abitato arcaico.

Individuati sul promontorio di Sòlanto, in contrada S.Cristoforo, e inoltre nello stesso periodo nuove ricerche hanno ampliato le nostre conoscenze sull’estensione dell’ampia necropoli soluntina, sviluppatasi ininterrottamente da epoca arcaica ad età ellenistica in località Campofranco-Olivetano, ché è stata già oggetto di saltuari interventi di scavo negli anni ‘70 ad opera della ex Soprintendenza alle Antichità della Sicilia occidentale e che comprendeva un piccolo nucleo demaniale acquisito agli inizi del ‘900.

continua >>>

 
 

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