SicilyOnTour.com - Itinerari alla Scoperta della Sicilia

pixel
  SicilyOnTour.com Home Page Tutti gli Itinerari di SicilyOnTour.com Contattaci  

SicilyOnTour.com Italian Version of WebSite

SicilyOnTour.com English Version of WebSite

 
 

 

Content on this page requires a newer version of Adobe Flash Player.

Get Adobe Flash player

 
 
Home Page Castelli Medievali Parchi Letterari Arti e Tradizioni Riserve Naturali Parchi Archeologici Tutti gli Itinerari
 
 
Itinerari e Luoghi da Scoprire
  Itinerari nelle Province Siciliane
Agrigento Palermo
Caltanissetta Ragusa
Catania Siracusa
Enna Trapani
Messina
   Principali Itinerari Turistici Siciliani

Itinerario dei Castelli Medievali di Sicilia

Nati per difendere, oggi fortezze che conquistano con la loro bellezza...

Itinerario dei Parchi Letterari di Sicilia

La magia della Sicilia nelle pagine dei siciliani...

Itinerario delle Arti e Tradizioni Popolari

Scrigni preziosi per conservare profonde radici...

Itinerario Naturalistico, Parchi e Riserve

Là, dove gli Dei vivevano aggirandosi come uomini...

Itinerario Storico Archeologico

Qui la storia millenaria dell'isola sembra parlare direttamente...

Tutti gli Itinerari >>

SicilyOnTour.com Partnership

Prestiti Personali

Con Finatel fino a 50.000 €. Supertasso. Zero Spese. Esito Immediato.

Finanziamenti

Aliprestito ti finanzia subito fino a 75.000 €. Scopri Come!

Inserisci il tuo Link qui!

ITINERARIO DELLE ARTI E DELLE TRADIZIONI POPOLARI
Home Page > Arti e Tradizioni > Itinerario:
Fonte del Ciane Le Vie del Sale Tonnara di Scopello
Tonnara Favignana Museo di Modica Museo di Palazzolo
Museo di Buscemi      
Tonnara di Porto Palo
:: Museo di Palazzolo Acreide "Paolo Uccello"

Tra i vicoli dell'antico quartiere dell'Orologio si trova la Casa Museo di Antonio Uccello. Frutto del lavoro appassionato dell'etnologo siciliano, conserva importanti testimonianze della vita materiale e del folclore ibleo e isolano. La casa, oggi diventata museo regionale, ha mantenuto intatti gli ambienti propri delle abitazioni padronali locali: al piano terra sono situati il frantoio, la stalla, il granaio e il magazzino; ad un piano più rialzato c'è l'abitazione vera e propria. Ogni ambiente presenta gli arredi, le suppellettili, gli attrezzi, i vestiti, gli oggetti di uso quotidiano ed ogni altra cosa appartenne a quel mondo del passato che questo straordinario monumento alla civiltà e alla memoria iblea ha saputo conservare.

Dai mobili alle ceramiche, dagli attrezzi da lavoro fino agli elementi scenici del teatro dei pupi; differenti manufatti di epoche diverse suddivisi per funzione, forme e motivi del decoro, comunicano una continuità culturale millenaria, quella "lunga durata" che caratterizza la vita e la storia delle comunità di quest'angolo di Sicilia.

Lo stesso Uccello ci chiarisce le forti motivazioni, sia culturali, che civili, che personali da cui nasce la Casa Museo:

L’idea di un museo non sarebbe stata neanche pensabile per chi, come me, proviene da una famiglia povera. Nella nostra casa gli oggetti, pochi e rari, erano quelli dell’uso quotidiano, della nostra vita di tutti i giorni. Altri invece — fotografie di famiglia, immagini devote, o ricordi di emigrazioni o di guerra — rappresentavano delle vere e proprie reliquie che sarebbe stato impensabile, perfino sacrilego, sottrarre e deportare altrove. È stato dopo lo sbarco degli alleati, durante le battaglie che si combattevano per la conquista delle terre incolte da parte dei contadini, che ho cominciato a prendere coscienza di una realtà che mi costringeva a osservare e a capire. Quando ci recavamo nei feudi e nelle terre in abbandono, spesso i contadini buttavano via gli attrezzi dell’uso quotidiano: cucchiai e collari in legno per bovini o per ovini si ritrovavano spesso negli immondezzai; con un gesto che voleva distruggere tutto un cattivo passato.

 

Era il rifiuto di tutto un mondo che rappresentava per loro uno stato di oppressione, il loro male antico. Erano oggetti che io avevo visto fin dalla nascita e che costituivano gli utensili della pratica quotidiana nella nostra famiglia, così povera che perfino sull’unico cantarano — portato in dote da mia madre — il falegname aveva sostituito il piano di marmo con quello di legno dipinto: per risparmiare, si diceva in famiglia.

 

Sul cantarano liberty gli oggetti erano rarissimi: solo in ottobre le poche chicchere superstiti dei regali di matrimonio venivano arricchite da melecotogne, che maturavano lentamente e riempivano di aromi naturali — resistenti fino alle soglie dell’inverno — i grandi locali imbiancati di viva calce. Era impensabile per me fare un museo di simili oggetti.

 

Ma quando questi utensili cominciarono a subire la distruzione, come mi venne di osservare durante le lotte contadine, inconsciamente mi resi conto che c’era qualcosa che noi stavamo perdendo irrimediabilmente. Non avevo ancora vent’anni, e cercavo di recuperare tutto quello che potevo.

 

I miei interessi allora erano rivolti alla poesia, compresa quella popolare. La scuola, che a mia madre e ai miei nonni era costata fame e fatiche indicibili, non mi aveva però dato possibilità di intendere il senso delle cose che raccoglievo.

 

Cominciai a prendere coscienza solo a vent’anni, quando emigrai in Brianza, a contatto con uomini di estrazione culturale diversa dalla mia. Tra i primi conobbi Ernesto Treccani, Raffaellino De Grada, Salvatore Fiume, Luigi Guerricchio, e quindi Luciano Budigna, Bartolo Cattafi, Piero Chiara, Scheiwiller, e Bosio e Leydi. Durante il periodo delle vacanze ritornavo in paese. Giovane ero già sposato. Mia moglie proviene da una famiglia di coltivatori diretti.

 

Insieme, io e mia moglie, cominciavamo le nostre escursioni alla ricerca della poesia popolare e via via degli usi, delle tradizioni, del modo di vivere delle classi popolari.

 

Quei primi oggetti e attrezzi di lavoro rinvenuti nei rifiuti, ora, dopo il fallimento della riforma agraria e con la grande emigrazione, era più facile trovarli abbandonati tra le macerie: tra i muri crollati e sotto le tegole, nell’incuria generale.

 

Già prevalevano gli oggetti di consumo, che oltre tutto rappresentavano un mondo di promozione sociale. L’utensileria dei grandi magazzini faceva concorrenza ai cucchiai di legno e agli strumenti popolari.

 

La Casa Museo nasce da forti spinte emotive che scaturiscono dal vissuto personale del suo fondatore, ma al contempo da una rigorosa linea scientifica che via via si andava precisando in Uccello.

continua >>>

 
 

Home Page | Partnership | Scambio Links | Contattaci | English Version | SEO-Map