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:: Itinerario Aragona - S. Giovanni Gemini - S. Stafano di Quisquina - Cammarata

Le "Maccalube" di Aragona - Le grotte "dell'acqua fitusa" di S.Giovanni Gemini. L'area boschivo-montagnosa della Quisquina. L'itinerario turistico 5 si snoda lungo la zona interna della provincia sulla direttrice della statale 189 per Palermo. Una curiosa manifestazione di origine vulcanica sono le "Maccalube" (dall'arabo Maqlub=rivoltato) nei pressi del centro di Aragona la circa 4 Km.). Quest'area è un piccolo pianoro, completamente deserto, cosparso di coni di varia grandezza formatosi dalla continua fuoriuscita di fango, di diverse estensioni, in continua ebollizione per l'emissione di idrocarburi. Le "grotte dell'acqua Fitusa" (dal nome di una vicina sorgente di acque sulfuree), rivestono particolare interesse sia dal punto di vista termale che archeologico (periodo preistorico).

La zona si trova a destra dei vecchio tracciato della statale 189 per Palermo a 8 km. da S.Giovanni Gemini. Da visitare infine l'area boschivo-montagnosa della Quisquina, il cui rilievo più importante è il monte Cammarata (m.1580). Per la sua posizione, per la bellezza dei suoi panorami e la vastità dei boschi, offre ai visitatori la possibilità di godere di una natura ancora intatta. Attraversando i silenziosi boschi si incontrano una serie di aree attrezzate per gite e pic-nic (nella zona è presente anche un rifugio con bar, ristorante e pensione). In perfetta solitudine è arroccato sul fianco Nord della serra Quisquina, in un bosco di querce, il"Santuario di Santa Rosalia". L'eremo fu edificato nel 1760 sul sito della grotta ove secondo la tradizione, sarebbe vissuta S.Rosalia nel XII secolo. Il complesso per la sua architettura, per la posizione che domina una valle agricola e per l'atmosfera incontaminata è certamente luogo di grande suggestione. La zona ricca di pastorizia, allevamenti e aziende agricole offre inoltre ai turisti la possibilità di acquistare prodotti caseari genuini.

Aragona

le maccalubeAlle falde del monte San Marco, nella regione collinare tra i fiumi Platani e Salso, si estende il centro di Aragona. Dista appena 16 chilometri da Agrigento ed era, un tempo, una rinomata zona di miniere di zolfo. La fondazione di Aragona risale agli inizi del 1600, per volontà del Conte di Comiso Baldassare Naselli. Questi, ottenuto da Filippo III il diritto di popolare il suo feudo di Diesi nel 1606, fece costruire le prime case e diede al piccolo borgo il nome della madre, Beatrice Tagliavia d'Aragona Branciforti. La famiglia Naselli dominò nel paese sino alla fine del secolo scorsa. La baronia era stata elevata a principato dal re Filippo IV. Il palazzo del principe, che ancora oggi domina il paese, fu il segno per tutti evidente della magnificenza dei potenti Naselli. Nel 1872, però, il sacerdote Luigi Burgio Naselli istituì nel principesco palazzo dei suoi avi un ricovero per orfanelle. Questa bella costruzione del Settecento è stata decorata dal Borremans.

Non tutto il ciclo decorativo è stato conservato, tuttavia diversi ambienti ne conservano ancora le tracce. Del Settecento è anche la Chiesa Madre di Aragona che ospita, tra l'altro, un presepe dello stesso periodo di fondazione e una bella rappresentazione della trasfigurazione di Raffaello, realizzata dal pittore Crestadoro nel 1793. Altre opere d'arte si possono ammirare nella Chiesa del Carmine Qui si trova una statua di San Giuseppe dello scultore piemontese Bagnasco. Nel territorio di Aragona si trovano, infine, le "Maccalube", una curiosità naturale ammirata e studiata da diversi secoli. Ad Aragona, dopo la chiusura di molte miniere, è fiorente soprattutto l'attività industriale di carattere artigianale, nonchè l'agricoltura. Numerosi, ancora oggi, sono gli emigrati.

San Giovanni Gemini

Chiesa di S.giovanniPosto a 672 metri sul livello del mare, sul versante orientale del Monte Cammarata, La sua storia è molto recente. Sino al 1812, le vicende di San Giovanni Gemini coincidono con quelle di Cammarata. Sul territorio su cui sorge il paese, comunque, nel Cinquecento si trovavano già alcune case ed una cappella dedicata a San Giovanni, la cui zona residenziale prese il nome. Ciò avveniva al tempo di Federico II Abatellis, Conte di Cammarata. San Giovanni avvertì l'esigenza dell'autonomia da Cammarata molto presto. Già alla fine del 1500 erano sorte discordie tra i residenti delle due zone che popolavano il Monte Cammarata. Così, nel 1583, Don Ercole Branciforte decise di dividere il territorio di Cammarata da quello di San Giovanni Gemini e garanti ai due centri una distinta attività ed autonomia civile e amministrativa. Nello stesso tempo il borgo di San Giovanni Gemini venne elevato a ducato da Filippo II di Spagna.

continua >>>

 
 

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